La storia dell’Enoteca Franchina è una storia di famiglia, di lavoro paziente e di amore autentico per il vino.
Tutto ha inizio nel 1960, quando Giuseppe Franchina, per tutti il Plazì, seguendo la sua intuizione e la sua passione, iniziò a far fermentare il vino rosso nelle grandi cisterne di casa. Era un lavoro semplice e genuino, fatto di gesti antichi e di mani che si sporcavano volentieri. Con l’aiuto della sua famiglia, Giuseppe imbottigliava ed etichettava ogni singola bottiglia, portando il suo vino nelle case di Casnigo e dei paesi vicini.
Col tempo le cose cambiarono, le leggi si evolsero e il mondo del vino iniziò a correre più veloce. Ma lo spirito di Giuseppe rimase lo stesso: continuò a scegliere con cura ciò che proponeva, iniziando ad acquistare vino da altre cantine e ampliando l’offerta a bibite e birre, senza mai perdere quel legame profondo con la qualità e con le persone.
La stessa passione venne ereditata dal figlio, Dario Franchina, che decise di proseguire il percorso avviato dal padre.
Con dedizione e spirito imprenditoriale, Dario trasformò l’attività in una vera e propria enoteca, ampliando costantemente la selezione di vini e prodotti, rendendola un punto di riferimento per il territorio.
Oggi l’Enoteca Franchina continua la sua storia grazie alla terza generazione: è guidata da Franchina Chiara e dal marito Doneda Stefano, con il prezioso supporto di uno dei nipoti, Mignani Giacomo.
La tradizione familiare prosegue portando avanti un’eredità preziosa: quella di un luogo dove il vino non è solo un prodotto, ma un racconto. Un racconto di terra, di persone, di tradizioni.
Un racconto che ogni giorno siamo felici di condividere con chi entra nella nostra enoteca, alla ricerca di qualcosa di buono, di vero, di speciale.
Il Plazì - 1960
Le prime damigiane